5) Schelling. L'intuizione intellettuale.

L'intuizione intellettuale  posta da Schelling come "principio
supremo del sapere" ed il processo deduttivo che porta ad essa si
basa sulla sua suprema dignit, che consiste nel dimostrare che 
l'unico tipo di conoscenza in cui soggetto ed oggetto sono "una
cosa sola".
F. W. J. Schelling, Sistema della filosofia trascendentale (pagina
422).

Ora, se proposizione identica  quella in cui il concetto 
paragonato solo al concetto, sintetica quella in cui il concetto 
paragonato ad un oggetto diverso da esso, allora il problema di
trovare un punto in cui il sapere identico  insieme sintetico non
 che quello di trovare un punto in cui l'oggetto e il suo
concetto, l'oggetto e la sua rappresentazione sono
originariamente, semplicemente, e senza mediazione alcuna, una
cosa sola.
Che questo problema sia identico con quello di trovare un
principio di ogni sapere, si pu mostrare ancor pi brevemente nel
modo che segue. E' semplicemente inspiegabile come
rappresentazione ed oggetto possano accordarsi, se nel sapere
stesso non v' un punto in cui entrambi sono originariamente una
cosa sola, o in cui vi sia la perfetta identit dell'essere e del
rappresentare.
7. Ora, poich la rappresentazione  il soggettivo, e l'essere
invece l'oggettivo, il problema, determinato nel modo pi esatto,
 questo: trovare il punto in cui soggetto e oggetto sono
immediatamente una cosa sola.
8. Grazie a questa pi precisa delimitazione, il problema  bell'e
risolto. Quell'identit immediata di soggetto e oggetto pu
esistere soltanto l dove il rappresentato  in pari tempo anche
il rappresentante, l' intuto anche l' intuente. Ma quest'identit
del rappresentato e del rappresentante esiste solo
nell'autocoscienza; e dunque il punto cercato  trovato
nell'autocoscienza_.
L'io  atto puro, puro agire, l'elemento che nel sapere dev'essere
semplicemente non oggettivo, appunto perch  principio di ogni
sapere. Perch esso diventi oggetto del sapere,  dunque
necessario che ci avvenga per mezzo di una forma del sapere del
tutto diversa dal sapere comune. Questo sapere:
a) dev'essere assolutamente libero, appunto perch ogni altro
sapere non  libero; dev'essere perci un sapere a cui non
conducano prove, argomenti e in generale mediazione di concetti;
dev'esser dunque, in generale, un intuire.
b) dev'essere un sapere, il cui oggetto non  indipendente da
esso, dunque un sapere che  insieme un produrre il proprio
oggetto, un'intuizione che in generale  liberamente producente, e
in cui il producente  una sola e medesima cosa col prodotto.
Un'intuizione siffatta, in opposizione alla sensibile, che non
appare come produzione del suo oggetto, e in cui dunque l'intuire
stesso  differente dall'intuto, si chiama intuizione
intellettuale.
Un'intuizione siffatta  l'io, giacch l'io stesso (l'oggetto)
sorge appunto dal sapere che l'io ha di s stesso. Non essendo
infatti l'io (come oggetto) altro che il sapere di s stesso, ecco
appunto che l'io nasce proprio esclusivamente in quanto sa di s:
l'io stesso dunque  un sapere che produce insieme s stesso (come
oggetto).
L'intuizione intellettuale  l'organo di tutto il pensiero
trascendentale. Infatti il pensiero trascendentale tende appunto a
proporsi, mediante la libert, come oggetto ci che altrimenti non
 oggetto: esso presuppone una facolt capace di produrre e
intuire ad un tempo certi atti dello spirito, in modo che la
produzione e l'intuizione di un oggetto siano assolutamente uno;
ma proprio questa facolt  la facolt dell'intuizione
intellettuale.
La filosofia trascendentale dev'essere perci costantemente
accompagnata dall'intuizione intellettuale: ogni pretesa oscurit
di quella filosofia ha la sua ragione non nell'incomprensibilit
di essa, ma nella mancanza dell'organo con cui dev'essere intesa.
Senza questa intuizione il filosofare stesso non ha sostrato che
regga e sostenga il pensiero;  quell'intuizione che nel pensiero
trascendentale prende il posto del mondo oggettivo e regge il volo
della speculazione. L'io stesso  un oggetto, che in tanto , in
quanto sa di s, vale a dire  una continua intuizione
intellettuale; poich questo elemento autoproducentesi  l'unico
oggetto della filosofia trascendentale, l'intuizione intellettuale
 dunque per essa ci che  lo spazio per la geometria. Allo
stesso modo che senza l'intuizione dello spazio la geometria
sarebbe assolutamente incomprensibile, poich tutte le sue
costruzioni non sono che modi diversi di limitare
quell'intuizione, cos pure senza l'intuizione intellettuale 
assolutamente incomprensibile ogni filosofia, poich tutti i suoi
concetti non sono che diverse limitazioni di quel produrre che ha
per oggetto s stesso, cio dell'intuizione intellettuale.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciottesimo, pagine 153-155.
